Sfogliare il mondo – 27 marzo 2026: dalla Nigeria agli Stati Uniti, passando per l’Inghilterra con Pagina56

Tre biglietti aerei in uno per il prossimo viaggio del gruppo di lettura della Rendella, che a marzo volerà dalla Nigeria agli Stati Uniti, passando per l’Inghilterra, con Americanah di Chimamanda Ngozi Adichie.

L’AUTRICE

Chimamanda Ngozi Adichie è nata ad Abba, in Nigeria, nel 1977 ed è cresciuta nella città universitaria di Nsukka. Là ha completato il primo ciclo di studi, poi proseguiti negli Stati Uniti.
Già vincitrice di importanti premi con L’ibisco viola e Metà di un sole giallo (il Commonwealth Writers’ Prize for Best First Book 2005, il primo, e l’Orange Broadband Prize 2007 e il Premio internazionale Nonino 2009, il secondo), entrambi pubblicati da Einaudi, con Americanah, il suo terzo romanzo, ha conquistato la critica aggiudicandosi il National Book Critics Circle Award 2013 e giungendo tra le finaliste del Baileys Women’s Prize for Fiction 2014. Nel 2017 ha pubblicato, sempre per Einaudi, Cara Ijeawele, e nel 2009 una raccolta di racconti, The Thing Around Your Neck, uscita in Italia nel 2017 con il titolo Quella cosa intorno al collo, i cui temi principali sono le diverse relazioni tra genere, il razzismo e l’immigrazione; i protagonisti di queste storie sono tutte donne. La scrittrice è molto attenta al tema della parità di genere, per la quale ha anche pronunciato il discorso Dovremmo essere tutti femministi (Einaudi 2015) nel 2013 durante una conferenza TEDx. Nel 2018 è stat insignita del PEN Pinter prize.
«Time Magazine» l’ha inclusa nell’elenco delle 100 persone più influenti al mondo nel 2014. Adichie è stata definita «la Chinua Achebe del XXI secolo».

IL LIBRO

Ifemelu ha una borsa di studio a Princeton ed è l’autrice di «Razzabuglio», un blog di largo seguito che denuncia con arguzia i pregiudizi ancora diffusi negli Stati Uniti. Ne ha fatta di strada da quando, tredici anni prima, appena arrivata dalla Nigeria, faticava a pagare l’affitto e si sforzava di adeguare accento e aspetto agli standard americani. Eppure c’è qualcosa che Ifemelu non riesce a lasciarsi alle spalle: il ricordo di Obinze, il ragazzo amato e poi d’improvviso abbandonato. Tornare indietro nel tempo è impossibile, ma non nello spazio. Contro il buon senso e il parere di tutti, Ifemelu sale su un aereo per Lagos intenzionata a riprendere il filo di una storia interrotta.

Titolo: Americanah

Autorice:Chimamanda Ngozi Adichie

Editore: Einaudi

Anno: 2013

Lingua: Inglese

Isbn: 9788806263249

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Sfogliare il mondo – 27 febbraio 2026: ritorno in Palestina con Pagina56

Il gruppo di lettura della Rendella fa nuovamente tappa in Palestina, nei territori storicamente occupati da Israele per riflettere sulla storia e sul punto di vista sionista. La guida di febbraio sarà Una storia di amore e di tenebra di Amos Oz.

L’AUTORE

Amos Oz (1939-2018), scrittore israeliano, tra le voci più importanti della letteratura mondiale, ha scritto romanzi, saggi e libri per bambini e ha insegnato Letteratura all’Università Ben Gurion del Negev. Arruolato negli anni ’50 nelle forze di difesa israeliane, Oz si è comunque opposto all’attività colonizzatrice dei territori palestinesi ed è stato tra i primi a sostenere gli Accordi di Oslo e le trattative con l’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina). Tuttavia, nei suoi discorsi e nei suoi saggi spesso Oz attaccava la sinistra antisionista ed enfatizza sempre la sua identità sionista. Molti osservatori di destra lo identificano come il portavoce più eloquente della sinistra sionista.

IL LIBRO

Amore e tenebra sono due delle forze che agiscono in questo libro, un’autobiografia in forma di romanzo, un’opera letteraria complessa che comprende le origini della famiglia di Oz, la storia della sua infanzia e giovinezza prima a Gerusalemme e poi nel kibbutz di Hulda, l’esistenza tragica dei suoi genitori, e una descrizione epica della Gerusalemme di quegli anni, di Tel Aviv che ne è il contrasto, della vita in kibbutz, negli anni trenta, quaranta e cinquanta.
La narrazione si muove avanti e indietro nel tempo, scavando in 120 anni di storia familiare una saga di rapporti d’amore e odio verso l’Europa, che vede come protagonisti quattro generazioni di sognatori, studiosi, uomini d’affari falliti e poeti egocentrici, riformatori del mondo, impenitenti donnaioli e pecore nere. Questa vasta galleria di personaggi mette a punto una sorta di “cocktail genetico” da cui nascerà un figlio unico, nutrito di fantasia, che, in un fatale momento di rivelazione avvenuta attraverso un dolore scioccante e atroce, scoprirà di essere un artista, uno scrittore.
Amos Oz ci consegna la storia della sua infanzia e dell’adolescenza colma di aspirazioni poetiche, zelo politico e una paura costante di un altro genocidio degli ebrei, questa volta nella stessa Israele, a opera degli arabi, degli inglesi, dell’intero mondo cristiano, dell’intero mondo islamico. Il giovane Amos temeva che il mondo intero stesse tramando per uccidere tutti gli ebrei, bambini compresi, giovani sognatori fanatici compresi, proprio come era lui. “A quell’epoca speravo di diventare un libro una volta adulto,” scrive Oz, “non un autore ma un libro… sapevo ovviamente che anche i libri possono bruciare, ma se fossi diventato un libro, avrei avuto almeno la possibilità di sopravvivere in una dimenticata libreria…”
Al centro di questo romanzo autobiografico sta il grande tabù di Oz: il suicidio della madre, nel 1952. L’esplorazione dolorosa e coraggiosa di questa tragedia viene condotta con lucidità, nostalgia e rancore, con pietà e travaglio, con schiettezza e un “flusso di coscienza” incredibilmente poetico che, con immediatezza, giunge al cuore del lettore.

Titolo: Una storia di amore e di tenebra

Autorice: Amos Oz

Editore: Feltrinelli

Anno: 2002

Lingua: Ebraico

Isbn: 9788807016431

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Sfogliare il mondo – 16 gennaio 2026: in Iran con Pagina56

La prima tappa del 2026 del gruppo di lettura della Rendella è l’Iran con Ventre Sepolto di Aliyeh Ataei.

L’AUTRICE

Aliyeh Ataei è nata in Iran nel 1981 ed è cresciuta nell’area orientale del paese, al confine con l’Afghanistan. Scrive in persiano. Dopo il diploma a Birjand, si è trasferita a Teheran, dove si è specializzata in sceneggiatura. Sostenitrice dei diritti delle donne, le sue opere affrontano il tema dell’identità, della frontiera e dell’emigrazione. Ha collaborato con numerose testate giornalistiche. È autrice di narrativa e saggistica.

IL LIBRO

Sull’orlo di una crisi di nervi, Mani Rafat vaga per Teheran alla disperata ricerca della sorella gemella. Non ne trova più traccia e sentimenti contrastanti gli attraversano la mente. È un giovane ingegnere dallo spiccato gusto letterario, che soffre di disturbi psichici e fa uso di stupefacenti. La moglie lo ha lasciato perché Mani non riesce a darle un figlio. Intorno a lui, per giunta, la città si muove a un ritmo disumano. A poco a poco, mentre il lettore lo insegue in questa ricerca spasmodica, il protagonista comprende che la sua inquietudine è alimentata da un dolore profondissimo: è un uomo, certo, e come tale lo riconoscono le persone in cui si imbatte, eppure dentro di sé custodisce un io femminile, cui da tempo non presta ascolto. A mano a mano che l’uomo inizia a riconoscersi meglio, la sua identità si sovrappone a quella della sorella perduta. Tra ossessioni e discriminazioni, perciò, la ricerca della gemella si intreccia all’indagine sull’animo femminile che Mani ha riscoperto in sé, con un finale imprevedibile e commovente.

Titolo: Ventre sepolto

Autorice:Aliyeh Ataei

Editore: Utopia

Anno: 2024

Lingua: Persiano

Isbn: 9791280084767

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Sfogliare il mondo – 19 dicembre 2025: in Afghanistan con Pagina56

La terza tappa del gruppo di lettura della Rendella è l’Afghanistan con Pietra di pazienza di Atiq Rahimi.

L’AUTORE

Atiq Rahimi è nato nel 1962 a Kabul, dove ha studiato lettere. Nel 1984 è costretto a lasciare l’Afghanistan a causa della guerra. Gli viene accordato l’asilo politico in Francia, studia alla Sorbona e ottiene un dottorato in comunicazione audiovisiva. Regista e sceneggiatore, nel 2004 è stato insignito del Prix du Regard vers l’Avenir al Festival di Cannes per Terra e cenere, adattamento del suo omonimo romanzo. Nel 2008 gli è stato conferito il prestigioso Prix Goncourt per il romanzo Pietra di pazienza, da cui è tratto il filmCome pietra paziente (2012)

IL LIBRO

Una donna veglia un uomo disteso in un letto. L’uomo è privo di conoscenza, ha una pallottola in testa, gli ha sparato qualcuno per un futile motivo. In un paese che assomiglia all’Afghanistan, in un tempo che potrebbe anche essere oggi.
La donna parla senza interruzione, come non ha mai fatto prima. Racconta al marito, finalmente presente e muto, molte storie che fanno la loro storia e quella del loro paese. Prima sussurra, poi grida, si adira, ha paura. Piange. Esce per poi ritornare. E ancora sussurra, piano, dolcemente.
Si prende cura dell’uomo e insieme lo rimprovera. Lo rimprovera di aver voluto essere un eroe, di aver preferito le armi e la guerra a sua moglie e alle figlie. Di non avere mai parole per lei. Di possederla in fretta e con violenza, senza dolcezza, né piacere. A poco a poco, respiro dopo respiro, grano dopo grano del rosario che tiene in mano, escono dalla bocca della donna parole proibite, parole ribelli.
La stanza dove si svolge il monologo è uno spazio chiuso in cui si consuma una vita e si prepara una tragedia. Lì vicino, uno stretto corridoio apre su altre camere dove si sentono le voci delle bambine. Una finestra coperta da una tenda con uccelli migratori affaccia sul mondo esterno. Tutto intorno infuria la guerra. Bombardamenti, violenze e distruzioni. La gente muore e impazzisce dal dolore. Chi può, fugge e non guarda in faccia nessuno.
Poi, anche il mondo esterno penetra nella stanza, sotto le spoglie minacciose di tre uomini armati.
Insieme a loro entrano la violenza e l’arroganza, ma anche una dolcezza timida e balbuziente come le parole del giovane che chiede amore a pagamento e l’affetto di una madre.
La tragedia raggiunge inevitabilmente la sua acme. In un crescendo serrato la donna inizia a svelare al marito piccole furbizie e grandi colpe. Menzogne necessarie per non essere ripudiata con ignominia. Confessioni, inevitabili e terribili, da cui non si può tornare indietro.
Forse, un limite c’è anche per la sang-e sabur, la pietra di pazienza. Quella pietra che nella mitologia persiana si tiene accanto per confidarle tutto quello che non si può rivelare a nessun altro. Riversando su di lei i propri malesseri, sofferenze, dolori, miserie. La pietra ascolta, assorbe come una spugna, tutte le parole, tutti i segreti finché un bel giorno non esplode. E quel giorno saremo liberati.

Titolo: Pietra di pazienza

Autore: Atiq Rahimi

Editore: Einaudi

Anno: 2009

Lingua: Afghano

Isbn: 9788806197094

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Sfogliare il mondo – 7 novembre 2025: in Giappone con Pagina56

La seconda tappa del gruppo di lettura della Rendella è il Giappone con un Tokyo. Stazione Ueno di Miri Yū.

L’AUTRICE

Miri Yū è un’autrice sudcoreana Zainichi, ossia nata e cresciuta in Giappone da genitori sudcoreani. La sua lingua madre – con cui scrive – è il giapponese. Nel 1984 è stata costretta a lasciare il liceo, in seguito a episodi di discriminazione razziale, piuttosto comuni nei confronti dei coreani, considerati ancora “popolo nemico”. Nel 2011, dopo il disastro nucleare di Fukushima si è trasferita nelle zone colpite da terremoto, tsunami e radiazioni, trasmettendo con una postazione radio da campo, in cui intervista i sopravvissuti al disastro. L’autrice dà voce a un Giappone di invisibili. I suoi libri, premiati in patria coi più alti riconoscimenti letterari, sono critici verso la società nipponica e le contraddizioni della modernità.

IL LIBRO

Vincitore del National Book Award come miglior opera straniera, Tokyo. Stazione Ueno è un ritratto sincero, privo di moralismi e toni drammatici, un quadro lirico e spietato della vita umana.
Tokyo, Parco di Ueno. I ciliegi fioriscono e i visitatori possono ammirare le bellezze storiche della capitale, ma ai margini di questo idillio si consuma una tragedia silenziosa. Lo sguardo delicato del protagonista accompagna il lettore alla scoperta non solo di un luogo meraviglioso e dei suoi angoli più nascosti, ma anche del dolore e della dignità di chi, come lui, all’interno del parco non vive più, ma sopravvive.

Titolo: Tokyo. Stazione Ueno

Autrice:Miri Yū

Editore: 21lettere

Anno: 2021

Lingua: Giapponese

Isbn: 9788831441179

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Sfogliare il mondo - 3 ottobre 2025

Sfogliare il mondo – 3 ottobre 2025: in Palestina con Pagina56

L’itinerario del gruppo di lettura della Rendella comincia dalla Palestina con un Un dettaglio minore di Adania Shibli.

L’AUTRICE

Adania Shibli è nata nel 1974 in Palestina. È autrice di romanzi, racconti, opere teatrali, saggi. Nel 2001 e 2003 le è stato conferito il premio Qattan Young Writer’s Award-Palestine. Il suo romanzo Masās (Dār al-Ādāb, 2002), è stato tradotto in italiano con il titolo Sensi (2007), seguito dalla raccolta di racconti brevi Pallidi segni di quiete (2014). Il suo romanzo qui tradotto, Tafsīl thānawī (Dār al-Ādāb, 2002), è stato finalista al National Book Award 2020 e all’International Booker Prize 2021. Adania Shibli è anche impegnata nella ricerca accademica e nell’insegnamento.

IL LIBRO

Questa storia inizia durante l’estate del 1949, un anno dopo la guerra che i palestinesi chiamano Nakba, la catastrofe – che ebbe come conseguenza l’esodo e all’espulsione di oltre 700.000 persone – e che gli israeliani celebrano come la Guerra d’indipendenza. Alcuni soldati israeliani attaccano un gruppo di beduini nel deserto del Negev, uccidendo tutti tranne un’adolescente. La ragazza viene catturata, stuprata, uccisa e sepolta nella sabbia. Molti anni dopo, ai giorni nostri, una donna di Ramallah prova a decifrare alcuni dettagli che aleggiano attorno a quell’omicidio. È colpita da quel delitto a tal punto da trasformarlo in un’ossessione, non solo a causa dell’efferatezza del crimine, ma perché è stato commesso esattamente venticinque anni prima il giorno in cui è nata.
Adania Shibli sviluppa magistralmente due narrazioni che si sovrappongono e, in trasparenza, evocano un presente che non può prescindere da ciò che è stato. Con una prosa tagliente e inquietante, Un dettaglio minore va al cuore di un’esistenza segnata dall’annullamento e dalla privazione di sé, com’è la vita nella Palestina occupata, rivelandoci quanto sia ancora difficile riunire i frammenti di una narrazione rimasta troppo a lungo nascosta nelle pieghe della storia.

Titolo: Un dettaglio minore

Autrice: Adania Shibli

Editore: La nave di teseo

Anno: 20215

Lingua: Arabo

Isbn: 9788834606162

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Sfogliare il mondo: comincia il nuovo anno di Pagina56

Settembre segna sempre un nuovo inizio, e per il gruppo di lettura Pagina56 significa ripartire con un progetto speciale: un viaggio letterario che ci accompagnerà per tutto l’anno, da Paese a Paese, libro dopo libro. Ogni mese esploreremo uno Stato diverso, scegliendo un romanzo o un saggio che ci aiuti a conoscere culture, tradizioni e storie lontane; un’occasione di incontro e di dialogo, per superare pregiudizi, abbattere stereotipi e ampliare i nostri orizzonti.

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Sonata a Kreutzer e Carmen

27 Giugno 2025: dalla Russia alla Spagna

L’incontro di giugno è dedicato al delicatissimo tema del femminicidio. Lo faremo commentando due classici della letteratura europea, Sonata a Kreutzer (1889) di Lev Nikolaevič Tolstoj e Carmen (1845) di Prosper Mérimée.

Sonata a Kreutzer

L’AUTORE

Lev Nikolaevič Tolstòj (Jàsnaja Poljana, 1828-1910), di famiglia nobile, si staglia nella storia della letteratura come un riferimento assoluto. Autore di capolavori come Guerra e pace e Anna Karenina, ha raccontato con profondità l’animo umano e la società del suo tempo. Negli ultimi anni abbracciò un ideale di vita semplice e pacifista fondando la scuola di Jasnaja Poljana, attraverso la quale inizia ad approfondire i problemi della pedagogia e comincia a pensare ad un modello di scuola statale per tutta la Russia.

IL LIBRO

Un uomo di nome Pozdnysev durante un viaggio in treno confessa a uno sconosciuto la propria colpa segreta. Ricorda di aver presentato alla moglie un avventuriero, gran seduttore e abile musicista, dando cosi inizio a un gioco che si rivelera tragicamente beffardo. Via via sempre piu sospettoso una sera, mentre la coppia esegue in perfetta sintonia la Sonata a Kreutzer di Beethoven, Pozdnysev accantona ogni dubbio. Spinto dalla gelosia uccide la moglie per un tradimento in realta mai avvenuto e senza rendersi conto del terribile malinteso. Pubblicata nel 1891 dopo numerose revisioni, la Sonata a Kreutzer e tra le opere piu significative dell’ultimo Tolstoj. Dura requisitoria contro le ipocrisie nascoste della vita coniugale, racconto quasi dostoevskiano per la ricerca delle motivazioni piu oscure dei gesti umani, si presenta come la testimonianza spietata di una storia che potrebbe essere vera. “Scritta con cattiveria”, come ebbe a dire Sonja Tolstoj, la Sonata a Kreutzer rimane un invito spregiudicato a riflettere sulla morale, le grandi passioni e i loro effetti.

Titolo: Sonata a Kreutzer

Autore: Lev Nikolaevič Tolstòj

Editore: Feltrinelli

Anno: 2014

Lingua: Russo

Isbn: 9788807901423

Carmen

L’AUTORE

Prosper Mérimée (Parigi, 1803 – Cannes, 1870) è stato uno scrittore e archeologo francese, celebre per la novella Carmen, da cui nacque la celebre opera di Bizet. Amante dell’esotico e del mistero, fu anche discreto pittore paesaggista.

IL LIBRO

Sullo sfondo di una Spagna assolata e selvaggia, Mérimée per primo racconta la storia essenziale di don José e di Carmen: storia che contiene alcune verità sull’amore, scabrose e tutt’altro che esotiche. Ognuno dei due protagonisti appare chiuso in un proprio sistema di valori alternativo a quello dell’altro e in questa guerra tra i sessi, che viene condotta in nome della passione e della libertà, la ragione e il torto non si dislocano mai con nettezza. Il buon innamorato uccide; la criminale traditrice è pronta al martirio pur di non rinunciare alla propria indipendenza. Mérimée non avrebbe mai supposto il trionfo cui era destinato il personaggio di Carmen. Lo stesso avvenne a Bizet, scomparso prima che alcun successo arridesse alla sua opera. Che cosa dunque ha reso la scostumata zingara uno dei personaggi più ricorrenti e fascinosi della cultura occidentale, capace di attraversare opere e linguaggi, passando dalla musica al cinema, dalla pittura al balletto? Il commento e l’introduzione a questa nuova traduzione guidano il lettore nelle aporie morali e nelle complessità letterarie dell’opera, cercando di illuminare le ragioni dell’assunzione a mito della figura di Carmen.

Titolo: Carmen

Autore: Prosper Mérimée 

Editore: Marsilio

Anno: 2004

Lingua: Francese

Isbn: 9788831783927

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L'estate che ho ucciso mio nonno

16 Maggio 2025: L’estate che ho ucciso mio nonno, Giulia Lombezzi

L’ incontro di maggio è dedicato a Giulia Lombezzi.

L’AUTRICE

Giulia Lombezzi, nata a Milano nel 1987, è drammaturga, sceneggiatrice e scrittrice. È stata finalista al premio Calvino 2020 col suo primo romanzo, La sostanza instabile (2021), premio Kihlgren Opera Prima nel 2022. Collabora con, tra gli altri, il Piccolo Teatro Grassi, il LAC di Lugano e l’Iranshahr Playhouse di Teheran. È tra gli autori del podcast di Storytel Mi dica tutto. Insegna presso la NABA e la Scuola Belleville di Milano e la Scuola Holden di Torino.

IL LIBRO

Bisogna amare i propri nonni. Questo si è sentita ripetere Alice fin da piccola.
Ma quando suo nonno, da poco vedovo, viene a vivere con lei e la madre, la ragazza si rende conto che tale comandamento è inattuabile. Seppur debole e depresso, Andrea esercita su tutta la casa il proprio carattere brutale, portando Marta, la mamma di Alice, a uno stato di totale asservimento.
È come se un’intera generazione, con tutti i suoi dettami assurdi e violenti, si fosse insinuata nella vita delle due donne, impestandola di sigarette, imperativi e ricatti.
La rabbia di Alice cresce, alimentata dalla brace dei sedici anni. La mamma che conosceva sta scomparendo, e lei si sente impotente: come si fa a liberare qualcuno che non vuole essere libero? Che cos’è veramente l’emancipazione?
In un susseguirsi di badanti che vanno e vengono, sbronze liberatorie con gli amici del cuore, litigi con famigliari ciechi e sordi e una fame che non passa mai, Alice comincia a covare desideri bui, a pensare cose che non andrebbero pensate.
Il viaggio nel passato della madre, nel paese in cui è cresciuta, e lo svelamento di ciò che ad Alice è sempre stato nascosto risulta un punto di non ritorno: Andrea deve sparire. L’unico modo per affrontare un mostro è diventare un mostro?
L’estate che ho ucciso mio nonno racconta, in una prima persona sarcastica, fragilissima e schietta, quanto fa male avere sedici anni, quante cicatrici lasciano i legami famigliari, e quanti demoni nasconde la parola amore.
E Giulia Lombezzi si rivela un talento immenso della giovane narrativa italiana.

Titolo: L’estate che ho ucciso mio nonno

Autrice:Giulia Lombezzi

Editore: Bollati Boringhieri

Anno: 2025

Lingua: Italiano

Isbn: 9788833944333

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La campana di vetro, Sylvia Plath

21 Marzo 2025: La campana di vetro, Sylvia Plath

L’ incontro di marzo è dedicato a Sylvia Plath.

L’AUTRICE

Morire è un’arte, come ogni altra cosa.
Io lo faccio in un modo eccezionale. Io lo faccio che sembra come inferno.
Io lo faccio che sembra reale.
Ammetterete che ho la vocazione.

Sylvia Plath, Lady Lazarus

Sylvia Plath è stata una delle più raffinate poetesse e scrittrici dello scorso secolo, Premio Pulitzer postumo per la poesia nel 1982. Nata a Boston nel 1932, dopo gli studi universitari allo Smith College, ottenne una borsa di studio in Inghilterra dove conobbe il poeta Ted Hughes, che sposò nel 1956. La prigionia della condizione femminile, la vita domestica, le grandi aspirazioni letterarie e il desiderio di non deludere mai le aspettative altrui le si rivelarono presto insopportabili portandola al suicidio a soli 31 anni.

IL LIBRO

In un albergo di New York per sole donne, Esther, diciannovenne di provincia, studentessa brillante, vincitrice di un soggiorno offerto da una rivista di moda, incomincia a sentirsi «come un cavallo da corsa in un mondo senza ippodromi». Intorno a lei, sopra di lei, l’America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta. Un mondo alienato, una vera e propria campana di vetro che schiaccia la protagonista sotto il peso della sua protezione, togliendole a poco a poco l’aria. L’alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell’elettroshock.
Pubblicato nel 1963, un mese prima del suicidio dell’autrice, La campana di vetro è l’unico romanzo di Sylvia Plath. Fortemente autobiografico, narra con stile limpido e teso e con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, i tabù capaci di stritolare qualunque adolescenza nell’ingranaggio di una normalità che ignora la poesia. Un libro iconico, coraggioso, che tocca temi ineludibili come la parità di genere e la salute mentale.

Titolo: La campana di vetro

Autrice: Ingvild Rishøi

Editore: Mondadori

Anno: 1963

Lingua: Inglese

Isbn: 9788804783145

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