Rendella d’Autore | 10 marzo 2022: Pierpaolo De Pasquale presenta “La sindrome di Münchausen per procura”
Il 10 marzo alle ore 17.30 nella Sala Prospero della Biblioteca Rendella la presentazione del libro dal titolo La sindrome di Münchausen per procura. Analisi criminologica di madri abusanti e bambini abusati di Pierpaolo De Pasquale.
Introduce l’Assessore alla Cultura Rosanna Perricci.
L’autore dialoga con Emanuela Barbarito, psicologa e psicoterapeuta.
IL LIBRO
Il volume, attraverso una scrupolosa rassegna di studi e ricerche in materia, analizza sotto l’aspetto criminologico il profilo di un particolare cluster di madre abusante, difficilmente inquadrabile dal punto di vista diagnostico ma, non per questo, non meritevole di attenzione da parte degli addetti ai lavori, considerato il sottile confine che può separare la Sindrome di Münchausen per procura dal vero e proprio instaurarsi del comportamento criminale. Nella Sindrome di Münchausen per procura il bambino abusato arriva a perdere la capacità di percepire correttamente le sensazioni che gli provengono dal corpo, fino a non essere più in grado di distinguere se i suoi sintomi sono reali, immaginati da lui o indotti dagli altri; tutto ciò avrà come conseguenza, lo strutturarsi di un Sé fragile e poco differenziato. Le conseguenze più gravi di questo tipo di abuso emergono nel momento in cui il bambino cresce e diventa adolescente, entrando in una fase della vita che per definizione porta con sé una serie di problematiche legate al corpo. Il rischio che corre il ragazzo vittima della Sindrome di Münchausen per procura è quello di continuare a percepire il proprio corpo come malato ed evolvere verso strutture psicotiche. Di fondamentale importanza, quindi, è l’assunzione, da parte degli operatori sanitari, del compito etico e legale di smascherare le comunicazioni false o alterate del genitore sulla condizione clinica del giovane paziente. Anche il nuovo Codice di Deontologia Medica, sulla scia di quanto contenuto nel Codice del 1998 (art. 28), contiene la specifica menzione sui “Doveri del medico nei confronti dei soggetti fragili” (art. 32), in relazione non soltanto alle carenze da parte dei familiari nella cura della salute dei minori, ma anche in caso di maltrattamenti e violenze.
L’AUTORE
Pierpaolo De Pasquale è un criminologo esperto in Scienze Forensi. Tutor e ricercatore presso il Master di II livello in Scienze Forensi dell’Università “La Sapienza” di Roma, si è perfezionato in Criminologia Clinica presso l’Università Cattolica di Milano. Esperto in processi psico-educativi e relazionali in ambito minorile, è autore di pubblicazioni scientifiche ed articoli. In più occasioni ha collaborato con “InLibertà”.
L’incontro si svolgerà in presenza nella Sala Prospero della Biblioteca Rendella nel rispetto delle norme di sicurezza anti Covid-19. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, accesso con Green Pass rafforzato e mascherina FFP2 obbligatori.
Per informazioni: 080-4140709 | info@larendella.it



2 dicembre 1981. Dopo ventidue giorni di agonia, si spegne la vita di Palmina Martinelli, quattordicenne di Fasano. Prima di morire, la ragazza ha fatto i nomi dei suoi carnefici che l’hanno cosparsa di alcool per poi darle fuoco.
Mario Gianfrate, storico, scrittore, autore di testi teatrali, già collaboratore dell’Avanti! negli anni ’80, e con la pagina culturale del Corriere del Giorno. Ha svolto attività di ricerca presso l’Istituto Pugliese di Storia dell’Antifascismo e con la Fondazione “Giuseppe Di Vagno”.
Napoli, 19 settembre 2000
Alfredo De Giovanni, geologo e project manager, segue il ciclo integrato dell’acqua gestito da Acquedotto Pugliese occupandosi dei grandi interventi infrastrutturali. Come musicista e autore, ha scritto e interpretato diversi spettacoli di teatro-canzone rappresentati in teatri e luoghi di cultura italiani. Il suo primo romanzo, Otto. L’abisso di Castel del Monte alla terza edizione (Gelsorosso), ha vinto il Premio Letterario Fortuna nel 2019 ed è in corso la realizzazione di un manga. Carafa. Il sigillo del Cristo Velato è il secondo libro di una serie che vede come protagonisti il geologo Paolo Manfrè e l’archeologa Sandra Bianco, indagatori del mistero ai confini della scienza.





L’azione inizia il 29 febbraio del 2020, quel giorno bisestile, quel giorno in più che porterà Stella e suo nipote Francesco in Puglia dalla loro Milano. Zia e nipote, approdano in una non meglio precisata contrada, nei trulli di famiglia, spinti da Sandro (fratello di Stella e padre di Francesco) medico rianimatore del “Sacco” che vede la situazione precipitare e spera che al sud il maledetto virus non arrivi ma… Tutti ricordiamo come andò!
Rosi Brescia nasce a Oliena (NU) nel 1962 da genitori monopolitani. Leonardo, il padre, milite dell’Arma condurrà la famiglia, dopo la Sardegna, in Umbria e poi in Basilicata. Sono stati i contatti con luoghi e persone nuove che hanno plasmato la personalità di Rosi, fin dall’infanzia aperta a pensieri e paesaggi, spaziando in letture e libri fino ad approdare alla scrittura, una volta conclusi gli studi di indirizzo classico, dapprima con timidi tentativi (piccole collaborazioni con settimanali di tiratura nazionale) poi con sempre maggior sicurezza, fino a voler fare della scrittura una vera ragione di vita. Nel 2016 il primo romanzo All’amore non si sfugge. Nel 2018 Un borgo nel cuore ambientato quasi per intero nella sua Monopoli e piazzatosi al terzo posto al concorso letterario nazionale Inchiostro di mare. Infine, il 2021 vede la luce il terzo Ora più che mai, scritto durante la quarantena della primavera 2020.


Non sempre è facile relazionarsi in modo sereno ed efficace all’interno di un nucleo famigliare. Lo sa bene Filomena che, seconda di 4 figlie, fin da piccola lotta per trovare il proprio posto nel mondo. Messa in ombra dal caso, sia per essere nata dopo la primogenita, sia per non essere il maschio che suo padre ha sempre desiderato, lei impara a sentirsi la seconda in ogni aspetto della sua vita, nello studio, nel lavoro e anche nell’amore. I suoi genitori non sono in grado di aiutarla: la madre perché è una donna non realizzata, frutto dei “doveri” di un patriarcato che è ancora dominante anche quando si tinge di modernità, e il padre teso alla realizzazione di sé stesso con sogni da piccolo borghese. Quello della protagonista sarà un percorso difficile, vissuto tra la provincia barese e l’Inghilterra, che però la porterà a costruire da sola pian piano la sua personalità, ridimensionando l’importanza del corpo e dell’apparire rispetto all’essere e alla misura dell’amore, che può essere perfetto solo nella verità. È nella condivisione che Filomena trova la gioia di vivere e sperimenta nell’altruismo un cammino di speranza e di salvezza.
Giulia Basile, è nata e vive a Noci (BA). Innamorata del suo territorio, scrive per dare un salvagente all’anima sia in prosa che in poesia (in lingua e in vernacolo), sin dai banchi del Liceo. Ha conseguito due lauree, una in Lettere e una in Pedagogia, strumento appassionato per il suo insegnamento e per la cultura in genere. Fondatrice dell’Associazione culturale femminile D.A.R.F. e dell’AVIS di Noci, è presente in varie associazioni a livello nazionale e internazionale di volontariato come AIRC, Toponomastica Femminile, Progetto Continenti, Women@Work, Virtute@Canoscenza e altre con cui collabora e promuove eventi. Numerose le sue pubblicazioni in poesia e in prosa, tra cui: “Le radici radicate ind’o core” (StampoLampo, 2012), “Rendimi l’anima” (Futura, 2012), “Il Giardino dei fiori nascosti” (Fusibilia, 2015), “Narrante Errante. In viaggio tra le parole” (Carucci, 2016), “Un anno di favole” (Anicia, 2018), “Naviga la Parola e consuma Amore” (SECOP, 2020).